Parigi-Roubaix 2026, le condizioni meteo saranno determinanti: “Se dovesse piovere Van der Poel avrebbe un piccolo vantaggio su Pogačar”

Secondo Thierry Gouvenou, il finale della Parigi-Roubaix 2026 non è affatto scontato. Domenica 12 aprile si correrà la 123esima edizione dell’Inferno del Nord e in occasione del sopralluogo annuale dell’organizzazione sui pavé della Parigi-Roubaix effettuato all’inizio della settimana, il direttore tecnico della corsa ha espresso il proprio punto di vista sui principali contendenti della Regina delle Classiche. A suo parere, Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), già tre volte vincitore della corsa, potrebbe avere maggiori possibilità di battere Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) in caso di pioggia, quando le sue straordinarie doti nel guidare la bici potrebbero rivelarsi decisive. In caso contrario, invece, Gouvenou ritiene che il campione sloveno sia il principale favorito: la forza del campione del mondo, a suo parere, non è solo fisica, ma anche mentale, e lo porta a tentare azioni impressionanti anche in una Monumento dalle caratteristiche, sulla carta, meno adatte a lui.

Penso che l’anno scorso ci fossero molti dubbi sul fatto che Pogačar potesse fare bene alla Parigi-Roubaix – ha dichiarato Gouvenou ai media, tra cui Cyclism’Actu – Ha dimostrato di essere più che all’altezza, è andato a cercare la vittoria. Avremo bisogno di vedere un Mathieu van der Poel davvero forte per dargli battaglia”.

Pogačar domenica si giocherà la possibilità di conquistare l’unica Monumento che manca nel sul palmarès, un obiettivo che lo spronerà ancora di più a far bene: “Sarà davvero ambizioso, quasi ossessionato dall’idea di vincere questa corsa, e sarà un osso duro da battere. Ma la partita è ancora aperta, ci sono ancora delle incognite, soprattutto perché questa è in realtà la gara che meno gli si addice. È molto pianeggiante e richiede un’enorme potenza fisica. Mentalmente, però, abbiamo visto che è molto forte, in particolare alla Milano-Sanremo”.

Tuttavia, a differenza di altre corse in cui l’epilogo appariva già abbastanza scontato dall’inizio, in questo caso sono molti di più fattori in grado di influenzare l’andamento e l’epilogo della corsa. Le condizioni meteorologiche, secondo Gouvenou, saranno uno di quelli: “Se è asciutto, questo può favorirlo. Se, d’altra parte, c’è vento contrario, potrebbe avere più difficoltà a staccare gli altri. Se è bagnato, è essenziale essere un fuoriclasse del ciclocross e corridori come Wout van Aert e Mathieu van der Poel sono generalmente più a loro agio sul pavé in quelle condizioni”.

Con l’incertezza legata alle condizioni meteo, il direttore tecnico dell’Inferno del Nord lascia aperta la porta a più scenari. “Al momento, potremmo pensare che in uno scenario del genere, Van der Poel abbia ancora un piccolo vantaggio su Pogačar”, ha sostenuto Gouvenou. Il fatto che si parta con questa rara incertezza accresce ulteriormente l’interesse per una corsa che già di per sé è spettacolo puro e che così promette di esserlo ancora di più: “È fantastico per il ciclismo, sia per i media che per il pubblico. Vederlo alla partenza, senza quella certezza di vittoria, crea un’enorme suspense“.

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